Il 22 febbraio di 30 anni fa moriva Andy Warhol, uno degli artisti più influenti del ventesimo secolo e figura simbolo del movimento della Pop Art

Andrew Warhola Jr. in arte Andy Warhol fu indubbiamente uno degli artisti più autorevoli e poliedrici del ventesimo secolo: pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore e sceneggiatore. Warhol non si fermò mai ad un solo campo, ma li sperimentò tutti. Nel corso degli anni ’80 l’artista era già una “star” affermata, ma purtroppo la sua carriera artistica venne stroncata a soli 58 anni in seguito ad alcune complicazioni sopraggiunte dopo un intervento alla cistifellea il 22 febbraio del 1987. A 30 anni dalla sua morte, Andy Warhol rimane ancora una delle figure più stimate dell’arte e della cultura contemporanea. La sua curiosità onnivora inoltre provocò un enorme mole di opere realizzate con ogni mezzo possibile, contribuendo al crollo dei confini tra cultura alta e bassa.

I Primi Anni

andy warhol 2

Andy Warhol nacque il 6 agosto del 1928 a Pittsburgh, in Pennsylvania, da due immigrati slovacchi: Ondrej VarcholaJúlia Justína Zavacká. La sua infanzia fu segnata da gravi problemi di salute: Warhol infatti era affetto da còrea di Sydenham che lo costrinse a letto per molti anni rendendolo un emarginato. Durante questo duro periodo di isolamento il piccolo Andy non smise un attimo di disegnare, ascoltare la radio e raccogliere immagini di stelle del cinema intorno al suo letto. Da adolescente dimostrò subito il suo talento artistico frequentando il Carnegie Institute of Technology, dove studiò arte pubblicitaria e prese la laurea nel 1949. Una volta terminati gli studi si trasferì immediatamente a New York che gli offrì la possibilità di affermarsi nel mondo della pubblicità, lavorando per riviste come Vogue e Glamour. Nel corso degli anni ’50 si fece notare subito per per i suoi disegni a china e le stravaganti di pubblicità di scarpe. Inoltre con la concomitante rapida espansione dell’industria discografica e l’introduzione del disco in vinile, Hi-Fi, e le registrazioni stereofoniche, la RCA Records assunse Warhol, insieme ad un altro artista indipendente, Sid Maurer, per la progettazione di copertine di dischi e materiale promozionale.

La pittura

Marilyn Diptych Andy Warhol

Marilyn Diptych (Dittico di Marilyn), serigrafia (1962)

Warhol fu uno dei primi utilizzatori del processo di incisione serigrafica come tecnica per fare dipinti. Per lui la parte fondamentale per ritagliarsi uno spazio specifico nell’arte era definire il suo soggetto che doveva essere distintivo. I suoi amici gli suggerirono di dipingere le cose che amava di più, e così fece. Warhol iniziò a realizzare dipinti di oggetti iconici americani come le banconote da un dollaro, funghi atomici, sedie elettriche, lattine di zuppa Campbell, bottiglie di Coca-Cola, e soprattutto celebrità come Marilyn Monroe, Elvis Presley, Marlon Brando, Muhammad Ali, ed Elizabeth Taylor, così come i titoli dei giornali o fotografie di cani poliziotto che attaccano i manifestanti per i diritti civili. Da questa partenza sviluppò poi il suo stile e più tardi e soggetti, eliminando lentamente la mano dal processo artistico. Al culmine della sua fama di pittore, Warhol si servì di diversi assistenti che realizzarono diverse copie delle sue serigrafie, seguendo le sue indicazioni per realizzarne diverse versioni e varianti. Si fece portavoce della riproduzione in serie, poiché l’arte doveva essere “consumata” come un prodotto commerciale. Iniziò ad esporre le sue opere già nel corso del 1950. Le prime mostre furono presso la Galleria Hugo e la Galleria Bodley a New York. La sua prima mostra personale di Pop Art a New York fu ospitata invece dalla Stable Gallery nel novembre del 1962 e comprendeva tra le tante opere, il Marilyn Diptych, Campbell’s Soup Cans, Green Coca-Cola Bottles, e 200 One Dollar Bills.

La Scultura

Brillo Box Andy Warhol

Brillo Box (Soap Pads), vernice di polimeri sintetici e inchiostro serigrafico su legno (1964)

La sua scultura più famosa è probabilmente il Brillo Boxe, replica in legno di grandi dimensioni delle scatole di cartone utilizzate per contenere 24 confezioni di pastiglie di sapone Brillo. La scultura di Warhol faceva parte di una serie di “cartoni di alimentari” che comprendeva anche il ketchup Heinz e le lattine di salsa pomodoro Campbell. Altra opera famosa sono i Silver Clouds, dei palloncini argentati riempiti di elio a forma di cuscino. Molto interessanti sono anche le sue Time Capsule (Capsule Del Tempo): nel 1973, Warhol inziò a raccogliere vari oggetti della sua vita quotidiana, come la corrispondenza, giornali, souvenir, oggetti d’infanzia, biglietti d’aereo usati che sono stati poi sigillati in scatole di cartone e numerate. Al momento della sua morte, la collezione crebbe fino a includere 600 pezzi. Le scatole sono ora ospitati presso l’Andy Warhol Museum.

La Factory

Andy Warhol Factory

The Factory era il nome dello studio di Andy Warhol a New York,  situato al quinto piano del 231 East 47th Street, a Midtown Manhattan. L’edificio non era altro che il quartier generale della creatività di Warhol e dei suoi seguaci, all’interno della quale si mescolavano artisti, figure del mondo della moda, della musica e dei media, ma anche e soprattutto omosessuali, tossicodipendenti, prostitute, drag queen, diseredati e teppisti. La Factory originaria che prende il nome di “Silver Factory” era coperta di stagnola e di vernice argentata e fu la location dei suoi tantissimi film sperimentali che iniziò a realizzare a partire dal 1963. I primi film di Warhol includono Sleep (1963), Blow Job (1964), Eat (1963), e Kiss (1963-1964). Nel 1968 Andy spostò la sede della sua Factory al sesto piano del Decker Building, al 33 Union Square West.

Andy Warhol e i Velvet Underground

andy warhol nico and the velvet underground

Lewis Allan Reed, “Lou Reed” entrò in scena nel 1964: all’epoca era chitarrista e paroliere per l’etichetta Pickwick Records. La stessa etichetta, per accompagnare Reed nella realizzazione di un’aspirante hit, chiamò tre membri del Theatre Of Eternal Music : John Cale, Tony Conrad e il batterista- scultore Walter De Maria. Il progetto non andò in porto, ma alcuni dei musicisti si trovarono bene con Reed e decisero di formare un gruppo, che inizialmente presero il nome di Primitives. Successivamente con l’ingresso di Sterling Morrison alla chitarra e il percussionista Angus MacLise alla batteria, diventarono i Velvet Underground. Il nome del gruppo venne suggerito da Tony Conrad e derivava da un libro che trattava di sadomasochismo. MacLise infine abbandonò il progetto e fu sostituito dalla batterista Maureen Tucker. Decisivo fu il loro incontro con Andy Warhol, già capostipite della Pop Art americana. Warhol cercava di farsi conoscere nel maggior numero di campi possibile, inglobando sempre più forme d’arte e mezzi espressivi. L’incontro avvenne nel dicembre 1965, al Cafè Bizarre, dove l’artista si era recato su suggerimento di Gerard Malanga. A quel punto, il gruppo divenne un assiduo frequentatore della Factory di Warhol. La collaborazione iniziò ufficialmente l’anno successivo, quando uscì il loro primo album “The Velvet Underground & Nico” del quale Warhol disegnò la famosa copertina “della banana”. Nico era il soprannome di Christa Paffgen, attrice tedesca già conosciuta come modella e attrice, che egli insistette di aggiungere al gruppo come voce femminile, nonostante Reed e Cale non fossero pienamente d’accordo. Il disco d’esordio dei Velvet venne principalmente ignorato dal pubblico, anche complice del fatto che le radio si rifiutavano di mandare i loro pezzi, per i contenuti “scabrosi” e “sovversivi” dei testi. Il rapporto con Andy Warhol a quel punto si deteriorò.

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3 mesi ago
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Arte
Donata Bellan

Donata- l’età non si dice. Peter Pan al femminile. Laureata in scienze dei beni culturali prima e in visual cultures e pratiche curatoriali poi. Scrivo cose, faccio dolci, vado a concerti (troppi) e penso che i sabato sera più belli siano quelli passati con un buon vinile.

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