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21 febbraio 1842: arriva la macchina da cucire

Il 21 febbraio 1842, John Greenough ricevette il primo brevetto americano per la macchina da cucire rivoluzionando così il settore tessile e dando il via alla produzione in serie

La macchina da cucire è un dispositivo meccanico o elettromeccanico utilizzato normalmente per cucire tessuti o pelli, attraverso il passaggio di uno o più fili tramite un un ago oscillante dall’alto al basso in modo alternato. I primissimi modelli venivano azionati a mano tramite l’utilizzo di una manovella: con la mano destra si seguiva il movimento dell’ago, della spoletta e del tessuto, mentre con la sinistra posizione e indirizzamento. Dopo varie migliorie, l’azionamento venne attuato con l’oscillazione di un pedale posizionato sotto il tavolo di lavoro in cui era inserita la macchina liberando così entrambe le mani, che potevano concentrarsi sull’indirizzamento del tessuto.
Nelle macchine moderne il movimento è invece prodotto da un motore elettrico che prende il via sempre tramite lo schiacciamento di un pedale, o una leva per quanto riguarda i modelli industriali. L’invenzione della macchina da cucire però è piuttosto controversa: si potrebbe infatti discutere per giorni solo per deciderne il vero inventore, visto i numerosi brevetti depositati negli anni, ma cominciamo dalle origini…

Le Origini

macchina da cucire Thimonnier

copia della macchina ideata da Barthélemy Thimonnier

La storia di questa grande invenzione si può già far iniziare già nel 1755, a Londra, quando un immigrato tedesco, Charles Weisenthal, ottenne un brevetto per un dispositivo meccanico per il cucito. La sua invenzione consisteva in un ago a doppia punta con un occhio ad un’ estremità, ma non era assolutamente una macchina. Dovettero passare ancora 34 anni prima che l’inglese Thomas Saint inventasse quella che è generalmente considerata la prima vera e propria macchina da cucire. Nel 1790 l’ebanista brevettò infatti un dispositivo da azionare a manovella che permetteva ad un punteruolo di fare un buco nella pelle passandoci attraverso, ma molto probabilmente Saint ne brevettò solo l’idea senza mai costruirne una. Un altro dei pretendenti per la paternità dell’invenzione è il sarto Barthélemy Thimonnier che, nel 1830, ottenne un brevetto da parte del governo francese. Egli costruì la macchina quasi completamente in legno ed utilizzò un ago spinato, forse originariamente pensato per il ricamo. Thimonnier inoltre, sfruttando la sua invenzione, aprì la prima società di produzione di abbigliamento al mondo per creare uniformi per l’esercito francese. In meno di 10 anni dopo la concessione del suo brevetto, Thimonnier possedeva già una fabbrica con 80 macchine, ma poi la favola finì per colpa di alcuni problemi con i sarti parigini. Timorosi che la sua macchina potesse portargli via il lavoro, diedero fuoco alla sua fabbrica e il sarto fu costretto a fuggire in Inghilterra con il solo esemplare che era riuscito a salvare. Un modello della macchina è esposto al Museo della Scienza di Londra.

La macchina da cucire di Greenough

macchina da cucire Greenough

Nel 1842, John Greenough ricevette il primo brevetto americano per la macchina da cucire. Il modello di Greenough, pensata per cucire la pelle, utilizzava un ago doppio: per fare un punto, l’ago doveva passare attraverso il materiale per mezzo di una coppia di pinze che si aprivano e chiudevano automaticamente, poste su entrambi i lati della cucitura. Il filo invece, doveva essere reinserito nell’ago ad ogni punto. Greenough per mancanza di fondi non riuscì a produrre altre macchine e il suo modello di brevetto rimase l’unica prova esistente. Finì per lasciare la sua carriera nel settore dell’industria tessile e divenne avvocato, fondando poi un’agenzia di brevetti a New York.

La prima macchina in grado di  combinare tutti gli elementi del precedente mezzo secolo  è stato il dispositivo costruito dall’ inglese John Fisher nel 1844, quindi molto prima rispetto alle macchine molto simili costruite dal famigerato Isaac Merritt Singer nel 1851, e del meno noto Elias Howe, nel 1845. Tuttavia, a causa del pasticcio di Fisher presso l’Ufficio Brevetti, egli non ottenne il giusto riconoscimento per la moderna macchina da cucire. Nel corso degli anni ’50 del 1800, sempre più aziende cercarono di citarsi in giudizio l’un l’altra per violazione di brevetto, innescando quella che venne chiamata la Sewing Machine War (La guerra delle macchine da cucire). Nel 1856, con uno dei primi patent pool della storia, i costruttori di macchine da cucire Grover, Baker, Singer, e Wheeler & Wilson firmarono il Sewing Machine Trust che pose fine alla guerra e permise alle varie parti di scambiarsi i brevetti.

Isaac Merrit Singer e la Singer Manufacturing Company

singer macchina da cucire

L’inventore Isaac Merrit Singer dopo aver visto una macchina da cucire in riparazione in un negozio di Boston, decise di progettarne una migliore. La sua macchina, che sommava anch’essa tutti gli elementi dei vari dispositivi già progettate in precedenza, consisteva in un ago montato verticalmente, un braccio fisso per sostenere l’ago ed un piedino per tenere la stoffa ferma. Nel 1851 nacque la I. M. Singer & Co fondata da Isaac Merritt Singer insieme all’ avvocato Edward Clark. Rinomata ancora oggi per le sue macchine da cucire, la società cambiò nome in Singer Manufacturing Company nel 1865, per diventare poi The Singer Company nel 1963. La sua prima grande fabbrica per la produzione di massa fu costruita ad Elizabeth, in New Jersey, nel 1863.

Produttori di macchine da cucire in Italia

borletti macchina da cucire

In Italia la prima macchina da cucire fu prodotta dalla Salmoiraghi dal 1877. Altre case produttrici note furono la milanese Borletti e la pavese Necchi.

Impatto nella società

L’invenzione della macchina da cucire ha drasticamente ridotto l’onere che gravava sulle casalinghe, spostando la produzione del settore abbigliamento su larga scala alle fabbriche. La creazione di grandi fabbriche ha anche comportato una diminuzione dei prezzi e questo perché i produttori riuscirono a ridurre il numero di lavoratori necessari per produrre la stessa quantità di capi di abbigliamento, con conseguente riduzione dei costi. I primi effetti della nuova invenzione sui lavoratori sono stati sia positivi sia negativi, ma alla lunga, gli effetti negativi sono diminuiti. Molte delle donne che erano state in precedenza occupate a casa cercavano lavoro nelle fabbriche, aumentando il reddito per la loro famiglia. Anche le sarte che lavoravano a casa, grazie alla macchina da cucire sono riuscite ad aumentare efficacemente i loro guadagni. Anche se molti all’inizio persero il lavoro, a lungo andare con il settore in crescita riuscirono a trovare un nuovo impiego grazie alla richiesta sempre più alta. Oltre ad essere importante per il settore abbigliamento, le macchine per cucire diventarono fondamentali anche per quanto riguarda la produzione di tende e asciugamani, giocattoli, libri, e molti altri prodotti

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9 mesi ago
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Curiosità
Donata Bellan

Donata- l’età non si dice. Peter Pan al femminile. Laureata in scienze dei beni culturali prima e in visual cultures e pratiche curatoriali poi. Scrivo cose, faccio dolci, vado a concerti (troppi) e penso che i sabato sera più belli siano quelli passati con un buon vinile.

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