BuzzNews > Lifestyle > Mostre & eventi > Il 16 dicembre 1866 nasceva Vasilij Kandinskij

Il 16 dicembre 1866 nasceva Vasilij Kandinskij

Vasilij Kandinskij e la magia dei colori

Vasilij Kandinskij: Macchia Rossa II

Vasilij Kandinskij: Macchia Rossa II – fonte immagine Wikipedia

Vasilij Kandinskij ha lasciato un segno molto profondo nell’arte. Il suo modo di concepire la pittura suscita una serie incredibile di emozioni.

Gli inzi di Vasilij Kandinskij

Kandinskij nacque in una famiglia di commercianti. Dopo che i suoi genitori si separano, visse alcuni anni con sua zia, grazie alla quale apprese le prime nozioni di disegno.

Imparò anche a suonare il violoncello e, in seguito, continuò a seguire delle lezioni per migliorare la sua capacità di disegnare. Nel 1892 si laureò in legge e nel 1896 andò a studiare arte presso l’Akademie der Bildenden Künste di Monaco di Baviera.

Ebbe la fortuna di essere uno degli allievi del famoso artista Franz von Stuck e cominciò anche a frequentare la comunità degli artisti, musicisti e scrittori.

Aprì, con l’idea d’introdurre le avanguardie francesi a Monaco, una scuola di pittura. I primi quadri dell’autore furono dipinti con la spatola e avevano toni scuri. I soggetti dei dipinti dell’artista erano personaggi fantastici della tradizione russa o leggende provenienti dal medioevo tedesco.

L’arte di Kandinskij cambia

Il pittore sperimentò altre forme di disegno artistico, come le xilografie. Fece alcuni viaggi e espose nel Salone d’Autunno di Parigi nel 1904. In seguito si stabilì in Alta Baviera a Murnau.

Cominciò a produrre composizioni, in cui le linee non seguivano più il volume, e sperimentò nuove forme di colore. Realizzò, nel 1910, il suo primo acquarello astratto. Questo modo di vedere realtà si radicò profondamente nell’animo di Kandinskij, tanto che non tornerà più a disegnare pitture figurative.

Nel 1912 tenne la prima mostra personale presso la galleria Der Sturm a Berlino. L’artista era anche molto interessato alla Teosofia e credeva che l’arte potesse dare un contributo alla spiritualità.

Il colore, inoltre, aveva una valenza molto importante per l’artista, esso seguiva delle risposte emozionali. Le teorie sui colori si basano, in genere sullo spettro, invece, nel caso di Kandinskij, hanno a che fare con l’anima.

Kandinskij tra accademie e incarichi

Ci fu lo scoppio della prima guerra mondiale e l’artista tornò in Russia, dove vi rimase fino al 1921. In questo periodo, dopo la Rivoluzione d’ottobre, Kandinskij lavorò per il Commissariato del Popolo per l’Educazione. Fondò vari musei e riformò il sistema scolastico delle Scuole d’Arte.

Lasciò l’incarico dell’istituto della cultura artistica nel 1921 e gli venne chiesto di realizzare la sezione psicofisica dell’Accademia delle scienze artistiche. Se ne andò dalla Russia per trasferirsi in Germania, dove lavorerà come insegnante di decorazione murale. A causa del nazismo dovette lasciare il paese e andò a vivere a Neuilly-sur-Seine, un sobborgo di Parigi. Morirà in Francia nel 1944.

I colori di Kandinskij

I colori hanno un aspetto fondamentale nell’arte di Kandinskij. Egli, infatti, credeva in uno rapporto tra l’arte e la dimensione dello spirito. Il colore può essere associato ad un odore, un sapore oppure un suono.

I colori possono essere accostati in un binomio di caldo e chiaro, oppure caldo e scuro, e freddo chiaro o scuro. Il giallo è, per esempio, prorompente, quasi irrazionale, mentre il rosso è caldo e vivace, ma è più consapevole e canalizzato.

Il colore blu è, invece, distante e indifferente. La teoria dei colori Kandinskij riesce a congiungere bene le sensazioni, i suoni e i sentimenti, anche accostando colori primari e secondari.

Kandinskij e la sua arte

Kandinskij è un artista da ricordare, perché la sua arte riesce a unire i sentimenti, musica e colori. Sono tutti elementi molto importanti per comprendere l’arte contemporanea, soprattutto in ambito dell’astrattismo, ma anche per farci vedere il mondo con una prospettiva diversa.

Pubblicato il
9 mesi ago
Categorie
Mostre & eventi
Viviana Tintori

Viviana Tintori filosofa digitale

Una filosofa specializzata in comunicazione informatica ( eh si…avete letto bene, anche i pensatori amano i computer ) e un’appassionata di tecnologia sin dall’età di undici anni. Classe 1979 e milanese di estrazione, vive immersa nel mondo di Internet e cerca sempre di unire le possibilità date dalla rete con la sua seconda passione: la cultura. È una lettrice accanita, incuriosita da qualsiasi argomento. Adora anche il teatro e il cinema. Abita in una casa piena di libri e uno dei sui desideri è poter guidare una Volkswagen Maggiolino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *