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13. Lo sai che… 7 buzz sul presepe

 

Presepe

Presepe: lo sai che gli italiani sono un popolo di presepisti?

Per parafrasare P. G. Wodehouse, il Natale 2014 ci sarà presto alla gola: manca meno di una settimana alla festa dell’Immacolata, il giorno in cui tradizionalmente si decorano le case (scopri qui qualche idea) in attesa dei festeggiamenti del 25 dicembre. Se la maggior parte delle famiglie italiane addobba un abete vero o artificiale, la tradizione ci vede però come un popolo di presepisti: scopri di più su questa tradizione in 7 buzz!

 

Lo sai che:

 

1. La parola presepe deriva dal latino praesepe, composto dalla preposizione prae, “innanzi”, e dal termine saepes, “recinto”, e significa “luogo che ha davanti un recinto”. Per estensione il termine indica anche mangiatoria o greppia, parola a cui possiamo associare cripia, il nome tardo latino del presepe, che venne poi tradotto come krippe in tedesco e crib in inglese, che in entrambe le lingue significa culla.

 

2. Il primo presepe fu allestito a Greccio da San Francesco d’Assisi nel Natale del 1223. Si trattava di un presepe vivente, che in accordo con la regola francescana era molto semplice ed essenziale: seguendo la descrizione del luogo della Natività fatta nel 404 da San Girolamo, San Francesco si limitò infatti a inserire in una sorta di grotta una mangiatoia circondata da un bue e un asinello. Nella rappresentazione del poverello di Assisi mancavano però tre elementi molto importanti della tradizione: San Giuseppe, la Madonna e il Bambinello!

 

3. Tra Medioevo e Rinascimento i più grandi artisti italiani realizzarono opere famosissime che esaltavano l’iconografia del presepe: nel 1291 Arnolfo di Cambio scolpì il Presepio della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, mentre nel quattrocento furono dipinti L’Adorazione dei Magi di Botticelli e l’affresco della Natività di Gesù di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, nonché le Natività di Lippi, Piero della Francesca e del Correggio.

 

4. Nel Seicento tradizione del presepe si diffuse rapidamente nelle famiglie aristocratiche, che realizzavano allestimenti ogni anno più incredibili per fare sfoggio della loro opulenza. Durante il Concilio di Trento il Papa, impegnato a combattere contro lo Scisma Protestante, sfruttò il presepe come uno strumento di marketing a favore del cattolicesimo, che permetteva la raffigurazione della Natività, mentre con la sua iconoclastia la religione protestante si scagliava contro qualsiasi iconografia.

 

5. La tradizione italiana del presepe è molto articolata. La scuola più antica è quella di Bologna, che sin dal Cinquecento realizza statuine rifinite in tutti i particolari, mentre un secolo più tardi a Genova viene addirittura fondata la Compagnia del Santo Presepio, una gilda di presipisti. In Puglia sono molto famosi i presepi di Lecce, storicamente realizzati in cartapesta dai barbieri che si trovavano a corto di clienti. Il presepe più famoso d’Italia è però sicuramente quello napoletano, fiorito nel Settecento, le cui statuine sono rigorosamente fatte di terracotta. Nella città partenopea questa tradizione è radicatissima, tanto che esiste una strada, via San Gregorio Armeno, dove ci sono esclusivamente botteghe di presepisti. Ai tempi dell’antica Roma al posto della chiesa di San Gregorio Armeno che dà il nome alla via c’era un templio di Cerere presso il quale i fedeli offrivano come ex votostatue di terracotta realizzate nelle botteghe vicine!

 

6. Ogni anno a Matera prende vita il più grande presepe vivente del mondo. Anche quest’anno nella Capitale Europea della Cultura per il 2019 circa 350 persone metteranno in scena la Natività in una scenografia incredibilmente suggestiva e cinematografica, che infatti è stata la location di  film sulla vita di Cristo come Il Vangelo secondo Matteo di PierPaolo Pasolini e The Passion di Mel Gibson. A partire dal 2010 Unione nazionale delle Pro-Loco d’Italia organizza annualmente questa manifestazione tra i celebri Sassi della città lucana, che fanno da sfondo a quest’incredibile presepe a cielo aperto.

 

7. Il presepe luminoso più grande del mondo viene acceso tutti gli anni a Manarola, nelle Cinque Terre, dall’8 dicembre ai primi di febbraio. Questo complesso allestimento è stato ideato e costruito dal signor Mario Andreoli, ferroviere in pensione, che dal 1976 al 2007 ha dedicato 30 anni della sua vita a ricoprire tutta la collina di Manarola con un’opera che è subito entrata nel Guinness dei primati. Per fabbricarlo sono stati usati circa 8 km di cavi elettrici, 17000 lampadine e più di 300 figurini a grandezza naturale fatti da materiali inutilizzati o riciclati. Dal 2008 il presepe è diventato anche ecologico, in quanto è alimentato da un impianto fotovoltaico.

 

E tu sei quest’anno farai l’albero o il presepe?

 

Pubblicato il
3 anni ago
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News
Maddalena Orani

maddalena-orianiNasco nella prima metà degli anni ’80 con 15 giorni di ritardo, su una bellissima isola popolata di cabine telefoniche della SIP, in un momento in cui una raccomandata era ancora modernità e il fax avanguardia. Da allora sono vittima della mia intempestività: ho una patente più vecchia del mio indirizzo mail, ho preso l’aereo l’11 settembre e mi sono laureata in comunicazione quando Zuckerberg stava ancora combattendo contro l’acne. Però ho visto cadere il muro di Berlino, ho completato l’album di figurine di Beverly Hills 90210, ho fatto l’assistente alla regia schiava prima di Boris e sono stata hipster senza che fosse mainstream. E mentre invecchio come il vino buono, ho ancora voglia di scoprire.

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