Il 10 aprile 1953 esce al cinema House Of Wax (La Maschera di Cera) il primo film in 3D diretto da André De Toth, con Vincent Price

Il 10 aprile del 1953, il film horror House of Wax (La Maschera Di Cera), veniva proiettato in anteprima al Paramount Theater di New York, per poi uscire ufficialmente nelle sale americane il 25 dello stesso mese. Distribuito dalla Warner Brothers, fu il primo film prodotto da un grande studio cinematografico ad essere realizzato in formato tridimensionale (o stereoscopico), e uno dei primi film horror girato a colori.

Il film


Diretto da André De Toth, House Of Wax era un remake del precedente film Mystery of the Wax Museum (Il mistero del museo delle cere) del 1933. Il film racconta la storia di Henry Jarrod (Vincent Price), uno scultore che impazzisce dopo che il suo socio brucia il museo delle cere nel quale sono custodite tutte le sue amate opere, al fine di raccogliere il rimborso assicurativo. Jarrod sopravvive miracolosamente all’incendio anche se costretto su una sedia a rotelle e apre il suo museo, all’interno del quale immortala nella cera i crimini passati e presenti. L’eroina del film, Sue Allen, interpretata da Phyllis Kirk, alla fine scopre che è Jarrod stesso l’assassino e che le sue nuove “sculture” non sono altro che i cadaveri ricoperti di cera di tutte le sue vittime.

10 aprile 1953 esce house of wax

House Of Wax (1953) una scena del film

Gli spettatori dell’epoca videro House Of Wax attraverso degli speciali occhiali stereoscopici per godere del suo pieno effetto. Il processo tridimensionale si dimostrò particolarmente efficace durante la scena culminante del film, in cui il killer insegue il personaggio della Kirk attraverso una serie di strade e vicoli illuminati a gas, con lo spettatore che li segue dietro di loro.

Il cinema tridimensionale

10 aprile 1953 esce al cinema house of wax (2)

I sistemi di ripresa dei film tridimensionali o stereoscopici, devono sempre riprendere due sequenze distinte alla medesima distanza degli occhi umani coinvolgendo due telecamere, o una singola telecamera a due lenti, per simulare entrambi gli occhi dello spettatore. Le immagini ottenute, venivano poi proiettate simultaneamente sullo schermo.

I primissimi film girati con questa tecnica risalgono già agli anni venti, ma il primo periodo di diffusione a livello di massa del cinema tridimensionale (cinema 3D o cinema stereoscopico), furono gli anni cinquanta: in quel decennio infatti, vennero girati più di 60 film. L’8 aprile del 1953 era uscito il film in bianco e nero Man In The Dark (L’Uomo Nell’Ombra) primo film in 3D della Columbia Pictures, mentre nel novembre del 1952 era la stata la volta di Bwana Devil realizzato da un produttore indipendente. Il cinema 3D a quei tempi era di solito riservato ai film di serie B, ma non mancarono degli esempi anche tra le pellicole più conosciute, visto che perfino Alfred Hitchcock se ne servì per il suo Dial M for Murder (Il Delitto perfetto) che fu originariamente distribuito proprio in formato stereoscopico. Dimenticato per un periodo, il cinema 3D ebbe un revival tra il 1970 e il 1985 per rinascere poi agli inizi del XXI secolo grazie a un sempre più rinnovato interesse da parte del pubblico.

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3 settimane ago
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Curiosità
Donata Bellan

Donata- l’età non si dice. Peter Pan al femminile. Laureata in scienze dei beni culturali prima e in visual cultures e pratiche curatoriali poi. Scrivo cose, faccio dolci, vado a concerti (troppi) e penso che i sabato sera più belli siano quelli passati con un buon vinile.

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